L’edizione n° 51 del Vinitaly, svoltosi a Verona dall’9 al 12 aprile, è stata per la nostra azienda molto speciale, grazie alla partecipazione a 3 eventi di grande rilevanza:

Il primo si è svolto nell’area Irpinia, all’interno del padiglione Campania, grazie allo spazio messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Avellino abbiamo avuto l’opportunità di presentare le nuove annate dei bianchi 2016, sessione degustativa estremamente interessante, coordinata dal giornalista Luciano Pignataro, autentico cantore della crescita enologica del Sud Italia, e impreziosita dalla partecipazione del sommelier Alessandro Scorsone e dal nostro enologo Riccardo.

Ecco i vini protagonisti della degustazione:

  • Falanghina Resilienza: Falanghina Igt 2016, ultima nata in casa Donnachiara; un vino che parte da un’attenta selezione delle uve più vocate sottoposte a crioamacerazione, passaggio in fermentini di acciaio e lungo affinamento in bottiglia. Il termine “resilienza” deriva dalla metallurgia ed indica la capacità dei metalli di resistere alle forze che vi vengono applicate. Questo vino sarà immesso sul mercato a partire da dicembre prossimo. Ha un olfatto esuberante; bel colore giallo paglierino con lievi sfumature verdi, molto fresco al palato con un accentuato tono amaricante. Potrebbe essere considerato un “vino della gioia“.
  • Fiano 2016: un vino ancora giovane la cui velata freschezza fa intuire che tra qualche anno sarà in grado di esprimersi invece in tutta la sua vitalità (le uve di questo vitigno infatti danno vita a vini destinati a durare nel tempo, evolvendosi verso sentori di idrocarburi e macchia mediterranea). Bouquet delicato, contraddistinto da sentori di mela e floreali.
  • Greco 2016: attraverso questo vino il prof. Cotarella ha voluto esprimere il meglio del territorio irpino. Un vino senza fronzoli, diretto, contraddistinto da una straordinaria mineralità. Secco, caldo, morbido, con una buona freschezza e un’ottima persistenza. L’accentuata sapidità lo rende adatto al bilanciamento della “cucina del senza”.
  • Aglianico DOC 2013: la famiglia Petitto è da sempre legata alla produzione di vini rossi derivanti da uve Aglianico. La zona di produzione è quella di Venticano. Non è un vino che stupisce l’olfatto, ma si esprime molto bene al palato: fresco, minerale, acido, dalla beva veloce accomiatata da una nota amaricante che lascia la bocca completamente pulita. Un vino che se conservato bene in cantina per un altro paio di anni può regalare grandi soddisfazioni!
  • Taurasi 2012: un vino ancora relativamente giovane, che regala al palato i sapori della ciliegia e della scorza d’arancia. Va conservato ancora per qualche anno, se proprio lo si vuole aprire meglio abbinarlo ad un piatto strutturato.
  • Taurasi Riserva 2012: rispetto al precedente, ha un olfatto più complesso e al palato un’acidità più contenuta; si sente molto bene il frutto. Anche questo vino regala una piacevole chiusura amaricante.

Nel padiglione Campania/Hall B sala Falanghina , la Regione Campania ha promosso dei tasting tematici incentrati sulle principali tipologie vinicole campane. A tal riguardo, Donnachiara è stata selezionata con l’etichetta Taurasi di Umberto 2012 per la Masterclass dal titolo “I vini vulcanici della Campania – The volcanic wines of Campania”, incontro degustazione a cura di Walter Speller , referente per i vini italiani per JancisRobinson.com.

Infine, nella sala Argento del PalaExpo, all’interno di Verona Fiere, stracolma con oltre 200 persone per la degustazione più attesa a conclusione del Vinitaly 2017, il Presidente degli enologi italiani Riccardo Cotarella, insieme al presidente del Wine Research Team Vincenzo Tassinari e a Ian D’Agata direttore Vinitaly Accademy, hanno presentato 14 vini di altrettante aziende che sono state riunite sotto il simbolo del Wrt (in totale sono 34, ma sono sicuramente destinate ad aumentare). Presenti non solo i giornalisti specializzati provenienti da tutto il mondo, ma anche buyer e addetti ai lavori ad assaggiare il risultato di quelli che sono stati anni di studio e sperimentazioni. Il Wrt nasce nel 2012, con l’intento di caratterizzare alcune imprese vitivinicole espressione di gran parte del territorio italiano. La guida tecnica è nelle mani di Riccardo Cotarella, che dalla vendemmia 2012 ha proposto un protocollo tecnico condiviso per ottenere vini di grande qualità in assenza di solfiti aggiunti. Aziende di consolidata tradizione e altre di più recente formazione, dal 2014, hanno formalizzato il loro progetto comune, con l’obiettivo di mettere a patrimonio comune le proprie esperienze e conoscenze: “Cercando di guardare al futuro, i prossimi passi saranno quelli dell’utilizzo dei portainnesti realizzati in Italia e l’uso dei vitigni resistenti alle malattie. Non vogliamo più tornare alle cose antiche. Il Wrt deve diventare un esempio, tutti devono capire che la strada giusta da percorrere è quella di fare rete”.

Un’Italia del Vino che crede nel valore della ricerca scientifica e la condivide per produrre vini ancora più buoni e sani, perché il vino sia sempre moderno e millenaria fonte di piacere. Una barca con una vela spiegata, la sfida tra l’uomo e la natura, l’enologo e le sue vigne.

Ecco i vini degustati

  • Falanghina dei Mille 2015, La Guardiense
  • Vigna Novali 2003, Terre Cortesi Moncaro
  • Rosato anniversario 2016, Leone De Castris
  • Pinot Nero 2013, La Madaleine azienda umbra di Massimo D’Alema
  • Bricco dei Guazzi 2015, Genagricola
  • Ottavianello 2014, Carvinea
  • Taurasi Riserva 2012, Donnachiara (austero e di bella forza espressiva, a rimarcare ancora una volta le doti dell’Aglianico Irpino)
  • N. di M. Antica Chiusina 2013, Tenute del Cerro
  • Vigna Camarato 2010, Villa Matilde
  • Amarone Riserva 2013, Montezovo
  • Primitivo Raccontami 2013, Futura 14 azienda pugliese di Bruno Vespa
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